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ARCHIVIO PROIEZIONI DAL 1990 al 1998

marzo 1994

TRE COLORI - FILM BIANCO

Regia: Krzysztof Kieslowski

Con: Irène Jacob, Jean-Louis Trintignant, Frédérique Feder, Jean-Pierre Lorit, Samuel Le Bihan, Marion Stalens, Teco Celio, Bernard Escalon, Juliette Binoche

Nazionalità: Francia, Polonia, Svizzera

Durata: 89

Genere: Drammatico


A Parigi, Karol Karol, parrucchiere polacco, affronta il processo di divorzio intentatogli per impotenza dalla moglie francese Dominique, anch'essa parrucchiera. Lei gli fa trovare all'uscita del tribunale, un grosso baule con i suoi effetti e lo congeda freddamente. Senza un soldo, poiché il denaro in banca gli è stato bloccato, Karol va a dormire nel negozio di cui ha la chiave. Qui al mattino lo sorprende la moglie, tra i due c'è un ennesimo e inutile tentativo di rapporto. Ridotto a suonare con un "pettine" (come una fisarmonica a bocca) nelle strade, e umiliato da Dominique che gli fa sentire, quando lui le telefona, i suoi ansiti di godimento con un amante, si imbatte in un compatriota, Mikolaj, che, dopo avergli proposto invano di uccidere un connazionale dietro compenso, lo aiuta a tornare in Polonia dentro al baule, che viene rubato da delinquenti: Karol viene picchiato e gettato da costoro in una discarica. Ripreso il suo posto di parrucchiere a Varsavia accanto al fratello, grazie ad una speculazione edilizia carpita ad un trafficante di valuta per cui lavora, diventa ricco e potente. Dopo aver convinto a vivere il ritrovato Mikolaj, che è il destinatario del delitto a pagamento, fa testamento a favore della moglie, che rifiuta sempre di rispondere al telefono, e decide di fingersi morto. Karol assiste così al suo funerale e alle lacrime della moglie; poi le appare all'improvviso in casa, riuscendo finalmente a soddisfarla. Ma al mattino se ne va, ed arriva la polizia che accusa la donna di aver ucciso il marito: il corpo nella bara, col volto sfigurato, e riconosciuto ad arte da Mikolaj e dal fratello, mostra segni di violenza. Ora Dominique è in carcere e Karol può osservarla, col binocolo, dietro le sbarre.

Fonte: https://www.cinematografo.it/